COME TRASFORMARE UN PROBLEMA IN OPPORTUNITÀ

Il cambiamento che tanto aspettavamo non è più dietro l’angolo, ma ci guarda dritto negli occhi con arroganza. Non parlo del covid-19, ma della scoperta improvvisa che l’ecosistema finora costruito dall’uomo si è rivelato fallimentare e destinato ad essere velocemente e forzatamente sostituito con nuovi paradigmi. Oggi non voglio discutere di quali siano le cause e quali le conseguenze del distanziamento sociale a cui siamo costretti, ma sono qui per parlarti di come si possa ripartire, consapevoli che il post covid sarà il frutto di una tua scelta personale e collettiva. Non ci sarà un futuro imposto dall’alto, ma solo la possibilità di scegliere autenticamente il futuro migliore per ciascuno di noi, stavolta, forse, in armonia con il futuro della comunità in cui viviamo e,se siamo furbi, anche con Madre Natura.

Per poter scegliere autenticamente abbiamo bisogno di nuovi strumenti capaci di supportare il nostro pensiero e aiutarlo a determinare nuove opportunità prima non considerate. Tanti di noi fino a ieri, e forse ancora oggi, erano bloccati in una vita incentrata sulla sopravvivenza: un lavoro utile solo al guadagno e incapace di valorizzare le passioni umane, un appartamento claustrofobico in città, un tempo asfissiante e fatto di sole scadenze, una rete di relazioni interpersonali basate sulla convenienza e la totale assenza di una comunità di cui sentirsi parte e in cui potersi identificare. Sto parlando di alcune delle cose che oggi analizziamo seduti sul nostro divano, con lo sguardo proteso verso l’esterno e la speranza che tutto torni come prima, o quasi. L’invito che ti faccio è di concentrarti proprio su quel “quasi”, all’interno del quale hai l’occasione di rivedere alcuni campi della tua vita e, come si suol dire, ribaltare la tavola e apparecchiarla nuovamente a tua immagine e somiglianza. 

Per fare questo ribaltamento ho pensato di proporti un approccio, dei metodi e alcuni strumenti utili a ripristinare la tua autentica capacità di decidere, di saper distinguere ciò che è buono per te e per gli altri, di comprendere come il tuo benessere non possa più camminare indipendentemente da quello del contesto che ti circonda. 

Nel webinar che segue ti propongo il metodo che preferisco.

programma registrato il 4/4/2020

Ognuno di noi vive e ragiona per problemi. Ci alziamo la mattina consapevoli che dovremo far fronte a delle difficoltà che ci portiamo dietro dal giorno prima o che si presenteranno da lì a poco lungo il nostro cammino. Quando ragioniamo per problemi l’unica cosa che vediamo sono i problemi. Li analizziamo, passiamo ore e ore a romperci la testa sulle loro diverse sfaccettature, li adottiamo fino a considerarli quasi amici del nostro quotidiano. Quando riusciamo a trovarvi una soluzione, temporanea o definitiva, tiriamo un sospiro di sollievo, proviamo quel briciolo di felicità che il secondo dopo è affogato da un nuovo e avvincente problema da risolvere. Questo modo di procedere è adrenalinico, certo, ma forse esclude una maniera più serena e stimolante di affrontare la vita. Quello che ti invito oggi a fare è dimenticare la dimensione problematica e aprirti al ragionamento per opportunità. Machiavelli sosteneva che la fortuna consiste nella virtù umana di saper cogliere l’opportunità al momento giusto. Bene, questo è il momento giusto. L’ideale per ripensare tutto e ricostruire da zero. Pensare per opportunità vuol dire abolire pian piano dalla mente la parola “problema” e il concetto che si porta dietro. Ti aiuto con un esempio.

  • PROBLEMA “Ho rotto un vaso”-  SOLUZIONE “Raccolgo i pezzi”
  • QUESTIONE “Ho rotto un vaso”- OPPORTUNITÀ’ “Posso rimettere insieme i pezzi creando un posacenere di riciclo creativo”

Ti faccio un altro esempio

  • PROBLEMA “Ho una casa di cui non riesco a pagare le spese”- SOLUZIONE “l’abbandono”
  • QUESTIONE “Ho una casa di cui non riesco a pagare le spese”-  OPPORTUNITÀ “ne faccio un’attività produttiva”

La differenza tra soluzione e opportunità è sottile ma tanto significativa da condizionare completamente il nostro modo di pensare e agire. Quando trovo soluzione ad un problema vuol dire che lo sto risolvendo, lo sto sciogliendo, lo sto eliminando. Quando vedo un’opportunità in un problema vuol dire invece che lo sto trasformando, non lo elimino ma lo converto in un’occasione, a volte lo valorizzo. 

Oggi siamo qui per vedere come fare a trasformare ciò che consideriamo un problema in opportunità, generando inevitabilmente un cambiamento che incide su noi stessi, sulla nostra vita lavorativa, sul nostro modo di vivere la società.

Se oggi volessimo vedere solo l’aspetto risolutivo del problema covid non dovremmo fare altro che aspettare la cura al virus e/o attendere il vaccino. Se invece scegliamo di guardare la questione “covid-19” come opportunità vediamo immediatamente tutte quelle sfumature che in molti stanno sperimentando e commentando sui social in questi giorni, ovvero: “c’è più tempo per riflettere”, “c’è modo di sviluppare un altro tipo di socialità”, “posso mettermi al passo con gli strumenti tecnologici che forse possono aiutarmi a superare anche la crisi lavorativa”.

Per riuscire a dismettere i panni di quelli che parlano e agiscono per problema-soluzione e cominciare a ragionare e ad agire per questione-opportunità chiariamo anche un’altra differenza. Quando parliamo di problema intendiamo solitamente un ostacolo che troviamo sul nostro cammino. Quando invece parliamo di questione la intendiamo come domanda, che non ha nulla di ostativo. Per poter imparare a pensare per questione-opportunità ciò che possiamo iniziare a fare è spostare la nostra attenzione. Se normalmente focalizziamo l’attenzione sul problema per trovare la soluzione ideale, è arrivato il momento di spostare lo sguardo verso noi stessi. 

Far questo vuol dire innanzitutto mettersi in ascolto, ma non un ascolto qualsiasi. Un ascolto a cui non siamo abituati. Un grande pensatore contemporaneo che amo molto, Otto Scharmer, fondatore del Presencing Institute del MIT di Boston e ideatore della Teoria U,  ci invita a prestare attenzione alla nostra coscienza, per cogliere quelle sfumature che normalmente non vediamo. Per iniziare ad ascoltare dobbiamo fare 3 movimenti fondamentali: sospendere gli schemi abituali di ragionamento, redirezionare l’attenzione dall’esterno all’interno, lasciare andare ciò che è vecchio e lasciar venire il nuovo. 

Facciamo un esempio:

  • Ho rotto un vaso
  • SCHEMI ABITUALI: “so che chiunque rompe un caso normalmente raccoglie e butta i pezzi”
  • REDIREZIONARE L’ATTENZIONE: “forse io non voglio fare così”
  • LASCIAR ANDARE IL VECCHIO E LASCIAR VENIRE IL NUOVO: “mi piacerebbe fare di questo vaso qualcosa di diverso per testare le mie capacità creative”
  • Ho una casa di cui non riesco a pagare le spese
  • SCHEMI ABITUALI: “so che tutti quelli che si trovano in questa condizione lasciano la casa e si trasferiscono in una più facile da gestire”
  • REDIREZIONARE L’ATTENZIONE: “forse io non voglio farlo”
  • LASCIAR ANDARE IL VECCHIO E LASCIAR VENIRE IL NUOVO: “forse posso condividerla invece che lasciarla e, di conseguenza, posso continuare a permettermela”

Come hai visto la questione è la stessa ma se non ti fermi solo al primo step può nascondere in sé delle straordinarie opportunità. 

A tal proposito, quando inizi ad esercitare questo tipo di pensiero creativo ti accorgi di superare 4 diverse fasi, che corrispondono a 4 tipi di ascolto:

Questi meccanismi valgono in ogni momento della vita e riguardano ogni questione che ci troviamo ad affrontare. Mettersi in ascolto autentico e generativo vuol dire infatti riuscire a scovare occasioni in vecchie e attanaglianti questioni della vita privata, del lavoro, ma anche della società. Ascoltare in modo generativo significa anche ridurre al minimo il rischio di incorrere in fake news, di credere ciecamente in un leader senza valutare la corrispondenza o meno della sua volontà alla propria, trovare piccoli ma validi modelli di eco-sistemi possibili all’interno della propria comunità di appartenenza e affermare la propria identità a se stessi e agli altri con consapevolezza. 

Certo, questo livello di ascolto non si raggiunge dall’oggi al domani ma richiede esercizio e capacità di combattere 3 principali nemici, giudizio, cinismo e paura, a cui dovremo contrapporre curiosità, compassione e coraggio

Oggi ti ho raccontato le basi per affrontare il cambiamento che ci attende e che potrai utilizzare per scegliere un nuovo stile di vita, per cambiare o avviare una nuova carriera, oppure per modificare e migliorare la qualità della vita del luogo in cui vivi. Se hai finalmente del tempo per dedicarti a ribaltare la tua tavola, goditelo e sfruttalo per metterti alla prova costruendo una nuova idea del tuo futuro. 

Se vuoi saperne di più e hai voglia di affrontare un percorso di crescita insieme a me iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sui contenuti che pubblico e sui percorsi personalizzati che ti propongo. 

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